Il turismo è uno tra i settori più colpiti dalla pandemia Covid-19 e allo stesso tempo uno degli asset economici più importanti per l’Italia arrivando nel 2019 a ben 4,2 milioni di occupati e ad un Pil pari al 13%.

In questo momento sono numerosi gli operatori e i territori che si stanno interrogando su come ripartire e dare risposte adeguate ai desideri dei viaggiatori post Covid-19 garantendo, allo stesso tempo, la sicurezza di cittadini, lavoratori e turisti.

Tra gli esperti del settore c’è chi sostiene che quella del 2020 potrebbe diventare l’estate della mobilità dolce e del turismo di prossimità in quanto formule di viaggio più praticabili in tempo di coronavirus.

In effetti cammini, sentieri e itinerari favoriscono esperienze di viaggio all’aria aperta e in genere vengono vissute individualmente o in piccoli gruppi rispondendo all’esigenza di distanziamento fisico richiesto dall’emergenza sanitaria in corso.

Quello dei cammini, quindi, con le dovute precauzioni per quanto riguarda l’ospitalità, potrebbe rappresentare un punto di partenza per il rilancio del turismo e dell’economia di molti territori in un periodo così difficile per il nostro Paese.

Le opportunità offerte da cammini e mobilità dolce

Negli ultimi anni cammini e mobilità dolce sono un fenomeno in forte crescita che, se adeguatamente sostenuto, può rappresentare un’opportunità importante sotto diversi punti di vista come ad esempio:

  • favorire un turismo slow e sostenibile attento ai territori che attraversano,
  • promuovere la riscoperta e la valorizzazione di piccoli centri rurali e montani,
  • costituire uno strumento per la lotta allo spopolamento delle aree interne,
  • innescare processi di sviluppo locale con ricadute positive a livello culturale, sociale ed economico,
  • promuovere l’emergere di nuove professionalità e la nascita di nuovi posti di lavoro.

Alcuni esempi in Italia

In Italia sono numerosi i casi di riscoperta e valorizzazione dei territori attraverso i cammini come ad esempio la Via Francigena e la Via degli Dei ma anche esperienze nate di recente come la Via della Lana e della Seta tra Bologna e Prato e Il Cammino dei Ribelli in Val Borbera.

Conclusioni

In un momento così complesso come quello innescato dalla pandemia Covid-19 diviene fondamentale non soltanto ripensare e riorganizzare l’offerta turistica dei vari territori ponendo attenzione a sicurezza e igiene ma anche riflettere su strategie di sviluppo locale più sostenibili e sulla promozione di forme di mobilità e di scoperta e fruizione del patrimonio culturale e naturale più attente ad ambiente, comunità e territori; i cammini e la mobilità dolce sono un buon punto di partenza per andare in questa direzione.


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